giovedì 6 settembre 2012
lunedì 21 maggio 2012
Comunicato stampa
NO! NO! NO!
È ancora troppo presto per avere chiarezza sulla dinamica del tragico evento, ma qualunque sia il movente e di chiunque sia la responsabilità, ciò che è certo è che le lancette dell’orologio ideale della vita della nostra Repubblica si sono fermate oggi alle ore 7.50.
La sacralità laica della scuola nella sua ritualità fatta di vita quotidiana, che coinvolge milioni di studenti, genitori, docenti e dirigenti e che è indice di civiltà e di umanizzazione di una società, è stata violentemente profanata.
La scuola è figlia della società e della cultura in cui opera, ne subisce le influenze, le tensioni e ne vive la complessità, tentando di migliorarla, ma la “sua” extraterritorialità, che è garanzia di sicurezza per i figli e gli studenti di tutta la Repubblica, non deve essere mai violata.
Il forte sospetto che l’obiettivo della mano criminale sia stata la scuola con la chiara intenzionalità di colpire vittime innocenti, forse proprio per il notevole impegno nel diffondere la cultura della legalità, getta un’ombra ancora più cupa sulla tragedia.
L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC), riunita a Milano in Conferenza nazionale, è vicina alle famiglie delle vittime, ai docenti, al dirigente e a tutti gli alunni dell’Istituto Superiore di Brindisi e chiede che lunedì prossimo tutto il Paese si stringa intorno alla Sua Scuola e levi forte il suo no! no! no!
La presidenza nazionale AIMC
mercoledì 25 aprile 2012
ALESSANDRO MELUZZI A MACERATA NELLA "RETE PER L'EDUCAZIONE"
Alla
scoperta della PERSONA oltre il personaggio
Si può cercare l'Infinito
in mille esperienze, ma per trovarlo bisogna innanzitutto riconoscere la
propria povertà di peccatore permettendo all'amore di Dio di entrare nel
proprio cuore. È la storia del dott. Alessandro Meluzzi, psichiatra e
psicoterapeuta, volto noto della TV; la sua testimonianza prevista per le ore
16 di domenica 29 aprile, nell’ambito della festa del Buon Pastore di Macerata
(quartiere di Collevario), costituirà il coronamento del ciclo d’incontri
intitolati EDUCARE PER EDUCARSI, promossi dalla “rete per l’educazione” formata
da AC, ACLI, AGe, AIMC e AIART. Una vita decisamente densa di esperienze quella
di Meluzzi che è passato dal comunismo al socialismo, è stato ecologista, new
Age, approdando alla massoneria, fino ad essere eletto deputato e senatore del
centrodestra. In un suo recente libro ha
scritto di sé «È nell’incontro con l’altro che il mistero della Grazia si
rivela. Questo mistero dell’altro che ci interpella, ci provoca, e che tanto
più è salvifico quanto più è scomodo, è quello che mi ha consentito di fare lo
psichiatra e lo psicoterapeuta […] Dio mi si è rivelato tangibilmente negli
incontri, nell’impegno a costruire la comunità, una grande e piccola fraternità
di persone che fanno dell’accoglienza e della cura della pietra scartata dai
costruttori la loro testata d’angolo». È nata così la comunità Agape Madre
dell’Accoglienza per il recupero del disagio psichico ed esistenziale.
Dopo Claudia Koll nel
2010 e Paolo Brosio nel 2011, una nuova opportunità di ascoltare e accogliere
la testimonianza di fede di volti noti al grande pubblico che hanno scelto di
esporsi a favore del messaggio evangelico e della Chiesa, anteponendo l’essere
PERSONA al personaggio; nella consapevolezza che, proprio perché ci si educa
educando, non si può aspettare di giungere alla perfezione per testimoniare la
propria fede e impegnarsi per il bene comune. Si tratterà, dunque, di un
incontro da non considerare un evento a sé stante ma il risultato di un’esperienza
pluriennale, in cui le associazioni sacrificano parte della propria identità
per convergere su un progetto educativo estroverso, aperto ad ulteriori
collaborazioni, per continuare a dare il proprio contributo con spunti di
riflessione tesi al coinvolgimento di genitori, insegnanti, catechisti e
agenzie educative per un audience sempre più vasta, a partire da una piccola
parrocchia di periferia.
Lorenzo Lattanzi
Sezione AIMC - MACERATA
sabato 14 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
martedì 20 marzo 2012
sabato 26 novembre 2011
Inaugurazione
della nuova sezione Aimc di Cingoli
Sabato
3 dicembre 2011
Sala “G.Verdi” Palazzo Comunale di Cingoli
Programma
Ore 15,30
Saluto del Presidente di Sezione ins. Ilde Maggiore, intitolazione della Sezione all’insegnante Maria Letizia Falappa.
Ore 15,45
Saluto del Presidente
Provinciale, prof.ssa Anna Maria Foresi.
Ore
16 “Il
docente portatore di pace e di speranza”
Don Egidio Tittarelli, vicario pastorale della
Diocesi di Macerata
Ore
16,45 “ La centralità della figura del docente
nel panorama scolastico
contemporaneo”
Dott.ssa Silvana Bacelli, Dirigente Scolastico
0re 17,30
Dibattito e conclusioni
Ore 18 Santa
Messa in Cattedrale
domenica 13 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
martedì 3 maggio 2011
mercoledì 9 marzo 2011
Nuovo appuntamento del ciclo “Educazione è Relazione” a MACERATA
La famiglia risorsa
da “educare”.
da “educare”.
Conosciamo tutti il significato etimologico del verbo educare ma, considerata l’attuale crisi economica, sociale, politica italiana e internazionale, sembra ancor più necessario e urgente ricercare e “tirare fuori” il positivo dalla vita quotidiana, che rischia di essere eclissato dal bombardamento mediatico di una comunicazione qualunquista, gridata per fare audience. L’illusione di una maggiore libertà relazionale, nel contatto tendenzialmente epidermico della rete, nasconde e al tempo stesso diffonde un tipo di precariato meno riconoscibile, ma forse più pericoloso di quello lavorativo: il precariato affettivo. Appare più complicata, faticosa e quindi meno appetibile la costruzione di legami di amicizia e di amore veri, profondi, duraturi, capaci di impegno, di progettualità, di scelte coraggiose, di azione. Il sostegno e la valorizzazione del ruolo educativo della famiglia potrebbe costituire l’antidoto a questa situazione. Infatti ogni famiglia può educare alla gratuità, alla perseveranza, al sacrificio, alla solidarietà, al lavoro, alla sofferenza, all’amore, alla vita, persino alla morte pur non beneficiando del sostegno politico e dell’attenzione mediatica che meriterebbe. Per questi motivi la parrocchia “Buon Pastore” di Macerata, in collaborazione con l’AIART (associazione spettatori) e l’AIMC (maestri cattolici), promuove incontri formativi a favore della famiglia, rivolti a genitori, insegnanti, catechisti e a quanti hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni. “Educazione è relazione” è il tema che quest’anno fa da filo conduttore agli appuntamenti. L’11 Marzo alle ore 21.15, presso l’auditorium della parrocchia, Laura e Gabriele Cardinali (responsabili diocesani della pastorale familiare) affronteranno il tema "La famiglia universo di relazioni educative".
Lorenzo Lattanzi
sabato 8 gennaio 2011
CONSIGLIO PROVINCIALE ALLARGATO
Carissimi, iniziamo il nuovo anno associativo festeggiando insieme il 65° anno dalla fondazione dell’AIMC ed è con vera gioia che vi invitiamo a partecipare al Consiglio Provinciale aperto che si svolgerà Domenica 16 gennaio 2011 alle ore 9 presso la sala Fusconi della Basilica di San Nicola a Tolentino (entrata dal chiostro).
Il Consiglio risulta essere una preziosa esperienza di riflessione, condivisione, comunione e di proposte per il cammino della Nostra Associazione: un momento per partire con nuovo slancio spirituale e professionale. Premieremo le socie “storiche” che tanto hanno contribuito e contribuiscono alla crescita ed alla valorizzazione dell’AIMC e ci apriremo a riflessioni sulle Indicazioni dei Nuovi Orientamenti Pastorali della CEI con particolare attenzione agli studenti, ai docenti, alle famiglie.
I lavori si svolgeranno con il seguente programma:
- Ore 9 Accoglienza e saluti;
- Ore 9,30 Consiglio Provinciale: comunicazioni della Presidente Provinciale e pianificazione dell’ Attività associativa per il 2011;
- Ore 10,30 Premiazione degli iscritti “storici” AIMC;
- Ore 11 Relazione “Educare alla vita buona del Vangelo: gli orientamenti pastorali della CEI per il prossimo decennio” a cura di don Benedetto Testa, assistente spirituale provinciale, direttore dell’Ufficio Culturale della Diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia.
- Ore 12,30 S. Messa
Sperando di potervi incontrare in occasione di questo importante appuntamento per l’Associazione, vi saluto con affettuosa amicizia.
La Presidente Provinciale
Anna Maria Foresi
martedì 4 gennaio 2011
“EDUCAZIONE È RELAZIONE”: terzo incontro.
ALLA RICERCA DELLA “STABILITÀ” EDUCATIVA
Nella presunzione di aver finalmente conquistato la libertà da ogni condizionamento culturale, ideologico, religioso o etico la nostra società ha perduto la “solidità” che aveva caratterizzato le generazioni precedenti divenendo, secondo l’efficace definizione del sociologo Zygmunt Bauman, “società liquida”. Per fare audience i mezzi di comunicazione diffondono, in modo esplicito o subdolo, una filosofia edonista della vita. In mancanza di riferimenti affettivi ed effettivi i giovani si rifugiano nella rete di relazioni facili dei social media, ma nella comunicazione orizzontale c’è pochissimo spazio per il riconoscimento dell’autorità, anzi spesso ci si diverte a metterla in discussione. Si vengono così a creare i presupposti per la “liquefazione” anche dell’azione educativa.
La Chiesa Italiana negli orientamenti pastorali per il prossimo decennio intitolati “Educare alla vita buona del Vangelo” sprona ad andare controcorrente e a non scoraggiarsi affinché «mentre avvertiamo le difficoltà nel processo di trasmissione dei valori alle giovani generazioni e di formazione permanente degli adulti, conserviamo la speranza, sapendo di essere chiamati a sostenere un compito arduo ed entusiasmante: riconoscere nei segni dei tempi le tracce dell’azione dello Spirito, che apre orizzonti impensati, suggerisce e mette a disposizione strumenti nuovi per rilanciare con coraggio il servizio educativo.» (n.5) Da qui l’esigenza di aiutare la famiglia, la scuola e le agenzie educative di “buona volontà” a ritrovare motivazione e a fare scelte per essere punti di riferimento autorevoli, poiché la relazione educativa «ha bisogno di stabilità, progettualità coraggiosa, impegno duraturo» (n.25).
Venerdì 14 gennaio alle ore 21.15, la parrocchia Buon Pastore, l’associazione spettatori (AIART) e i maestri cattolici (AIMC) di Macerata, presso l’auditorium parrocchiale propongono il terzo appuntamento del ciclo “Educazione è Relazione”. Il prof. Michele Corsi, docente ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università di Macerata, presidente della Società Italiana di Pedagogia affronterà il tema “Genitori «stabili» per relazioni educative efficaci”. L’incontro, rivolto a genitori, insegnanti, catechisti e a quanti hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni, segna anche l’anniversario del percorso avviato proprio con l’intervento del prof. Corsi nel gennaio del 2007.
Lorenzo Lattanzi
lunedì 22 novembre 2010
Secondo appuntamento Educazione è Relazione
Il gruppo al tempo di Facebook.
Il film “The social network”, campione d’incassi negli Stati Uniti, presentato al recente festival del cinema di Roma nella sezione eventi speciali, racconta la storia autentica dell’invenzione di Facebook da parte di alcuni compagni di college tra cui Mark Zuckerberg, che però ben presto tradisce il gruppo considerandolo un ostacolo al veloce sviluppo della piattaforma. Il film termina con lo stesso Zuckemberg, ormai multimiliardario e famoso in tutto il mondo, condannato alla solitudine, senza amici, costretto anch’egli a ricorrere a Facebook per contattare la ragazza di cui è innamorato. Nonostante il cinismo del film, in cui il valore dell’amicizia viene sacrificato sull’altare del successo e della ricchezza, si tratta di una pellicola che piace ai giovani, che tendono a identificarsi nel protagonista. Ma in questa nostra società, sempre più individualista e alla ricerca spasmodica del benessere a qualsiasi costo, è ancora possibile costruire relazioni interpersonali capaci di far crescere, maturare e promuovere la persona? Nell’appuntamento d’esordio del V ciclo d’incontri dal titolo “Educazione è Relazione”, promossi dall’AIART (Associazione Spettatori) e dall’AIMC (Maestri Cattolici) di Macerata nella parrocchia del Buon Pastore, la prof.ssa Giaccardi, presentata dal vescovo mons. Giuliodori ad una platea numerosa e interessata, ha illustrato le notevoli opportunità di “contatto” nello spazio e nel tempo insieme ai rischi della relazione nell’ambiente digitale. Infatti il rapporto tecnicamente efficiente, ma inesorabilmente superficiale all’interno di quella sorta di vetrina delle vanità costituita dai social network, espone al rischio di “anestetizzare” l’incontro costruttivo tra punti di vista diversi. Bisognerà allora individuare e valorizzare ogni occasione - online e offline - per cominciare a (ri)costruire insieme una rete, non solo virtuale, di relazioni autentiche, profonde e significative oltre ogni pregiudizio. In questo particolare momento storico siamo tutti chiamati a “fare gruppo” affinché la famiglia, la scuola, le istituzioni, la parrocchia riescano ad elaborare proposte educative convergenti ed efficaci.
Venerdì 26 novembre alle ore 21.15 presso l’auditorium parrocchiale del “Buon Pastore” l’autorevole concittadina prof.ssa BARBARA POJAGHI, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione e docente ordinario di psicologia sociale presso la nostra università, condurrà la riflessione e il dibattito sul tema “Il gruppo: ostacolo o risorsa nell’educazione?”. È un invito rivolto a quanti hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni e desiderano affrontare la sfida educativa con consapevolezza e competenza maggiori, a favore di un rinnovato protagonismo sociale, culturale e politico …oltre la contingenza.
Lorenzo Lattanzi
domenica 7 novembre 2010
domenica 10 ottobre 2010
Educazione è Relazione
Il digitale è la nostra acqua
“Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve ragazzi. Com’è l’acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: – Che cavolo è l’acqua?”
(David Foster Wallace, Questa è l’acqua, Einaudi)
Prima una semplice constatazione, «il digitale è la nostra acqua», che ha subito sgomberato il campo da qualsiasi illusione di una serata nostalgica o di un’esperta pronta a dare suggerimenti miracolosi per “tornare indietro”, e poi l’affermazione, questa sì decisamente incoraggiante, che il nuovo modello di comunicazione ha messo in discussione «quell’individualismo che ha caratterizzato la “società liquida”». In mezzo c’è tutta la riflessione che la professoressa Chiara Giaccardi, docente di sociologia e antropologia dei media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha tenuto il 19 ottobre alla parrocchia Buon Pastore di Macerata, in apertura del nuovo ciclo di incontri, “Educazione è relazione”, organizzato dall’Associazione maestri cattolici di Macerata in collaborazione con l’Aiart della medesima città.
Mons. Claudio Giuliodori, vescovo della diocesi e presidente della commissione cultura e comunicazione della CEI, nel suo saluto iniziale, ringraziando il parroco don Gennaro De Filippi e il presidente AIMC dott. Lorenzo Lattanzi ha sottolineato che l’incontro, centrato sull’ottica educativa, «è un po’ un’anteprima di quello che sarà il cammino della chiesa italiana per il prossimo decennio», un tema che interessa la scuola, la famiglia e la chiesa con «interrogativi che a volte inquietano tante persone».
Vivere in un “bagno di stimoli”
Questi nuovi ambienti hanno due qualità principali: la prima è l’immanenza ovvero «la rete può contenere qualunque cosa: testi, immagini, discorsi, suoni» e ciò peraltro genera un “senso di equivalenza” tra i contenuti, siano il discorso del Papa o il video buffo girato per strada. La seconda è la dimensione dell’orizzontalità, ovvero la scomparsa delle “autorità”: chiunque può dire qualunque cosa, aprire un blog, postare un video. «Questo significa - ha aggiunto la Giaccardi - che viene messo in discussione, finalmente e in maniera definitiva, un elemento di distorsione della comunicazione che era l’idea della trasmissione». La Tv italiana, ad esempio, è passata dalle storie che parlavano del Paese e raccontavano l’Italia ai propri cittadini, alla “fiction” degli anni ’80 fino ad approdare al “reality” di oggi che è «una non-storia che accompagna la nostra quotidianità. È un testo che non ha un inizio né una fine, che non si sa se è vero o se è finto, e non importa nemmeno saperlo». Il mutamento della capacità di raccontare delle storie è diventato un problema anche educativo, perché «rappresenta un impoverimento della nostra capacità di avere e scambiare esperienze, e se noi non sappiamo avere esperienze, non sappiamo nemmeno più educare, perché l’educazione passa appunto attraverso questo scambio.
Smantellate le autorità, rimane l’educatore-testimone
La crisi dell’esperienza che diventa crisi dell’educazione è stato il punto centrale della riflessione: è possibile rigenerare il concetto di comunicazione e quindi di educazione? Secondo la Giaccardi sì e per spiegarlo ha fatto riferimento ai tre significati principali di comunicazione basati sull’etimologia della parola: «costruzione di qualcosa di comune tra persone diverse (da communis), fare un dono (cum munus) ovvero accogliersi reciprocamente prima ancora di parlare e infine “creare muri” (cum moenia), perimetri di significato, che in qualche modo uniscano le persone».
Allora se oggi l’autorità non esiste più in quanto le gerarchie sono state “disarticolate”, l’unico modo per comunicare/educare è conquistarsi un’autorevolezza che non deriva più da un ruolo istituzionalmente riconosciuto: «l’educatore è qualcuno che ha qualcosa da dire, non perché ha studiato più degli altri, ma perché quello che dice passa attraverso la sua esperienza». Essere un testimone è dunque «l’unico modo di presentarsi con autorevolezza sulla scena orizzontale della rete»; in questo contesto la tradizione non perde di valore, ma chi comunica come chi educa deve fare continuamente «la fatica di rileggerla alla luce del presente».
Altra novità introdotta dalla rete è quella della consapevolezza del limite: «io ho bisogno di conoscere i miei limiti attraverso i miei studenti - ha spiegato la docente - perché il mio sapere non esiste se loro non mi provocano sui loro interessi, sui loro bisogni reali, sui loro dubbi, sulle loro passioni». Quindi «il riconoscimento che io ho qualcosa da imparare dall’altro mi rende disponibile all’ascolto; la condizione preliminare dell’educazione e della comunicazione è l’incontro: la comunicazione e l’educazione sono innanzitutto incontro di persone e non semplice passaggio di informazioni». Nella dimensione orizzontale, a cui ci obbliga la rete, viene frantumato l’individualismo che ha caratterizzato la cultura contemporanea e, mentre nel vecchio modello della “trasmissione” l’altro era semplicemente un “destinatario” che non interferiva con la mia identità, nel nuovo modello di comunicazione/educazione «è l’altro che in qualche modo mi restituisce la mia identità: comunicare significa creare un mondo comune e la rete può consentire persino di andare oltre questo modello, creare le condizioni di uno scambio in cui l’altro è fondamentale, in cui il sapere è costruito insieme, in un processo mai finito, in cui nessuno di noi è mai arrivato».
Nell’ambito dell’iniziativa è proseguita la distribuzione dei quaderni e la raccolta fondi “cento piazze”.
Simona Mengascini
per la sezione AIMC di Macerata
venerdì 1 ottobre 2010
lunedì 26 aprile 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)




